sabato 31 dicembre 2011

Il paradiso poteva attendere

Ho pensato questo dopo aver appreso la notizia della morte di don Verzè.
Come la maggior parte degli Italioti, la notizia della sua improvvisa morte mi ha colto di sorpesa gettandomi nella tristezza più cupa.
Un giovane virgulto strappato alla vita.
Perchè????
Di lui ricordo la vita frugale e riservata fatta di ville con piscina, aerei privati, balletti a luci rosse nella residenza brasileira e l'Immenso Angelone in cima alla replica del cupolone del suo ospedale fallito. Un simbolo della sua "umiltà". Memorabile anche l'intimo legame con Berlusconi. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, diceva quello.
I telegiornali hanno sintetizzato la sua vita parlando vagamente di "ombre e luci" come se parlassero di una discoteca.
Tanto per capirci le "ombre" sono le quintalate di fatture false emesse e camionate di soldi pubblici scippati dal prete allo stato per finanziare quella che i media definiscono le "luci" ovvero l'ospedale fallito in una voragine di debiti e pregno di corruzione.
Ebbene ma dove sarà finito il povero Verzè? All'inferno o in paradiso?
A causa del prefsso qualificante che precedeva il suo nome:"Don" credo sia in paradiso ed altrettanto auspico per: don chisciotte, don bachi, don lurio e tanti altri.
Tuttavia avrei preferito che prima del giudizio divino ( scontato e spettante di diritto al prete) avesse affrontato quello terreno ( meno scontato e problematico a causa di testimonianze e prove schiaccianti dei suoi delitti).
In parole povere, come la mesta figura del povero cinghialetto esigeva, avrei preferito fosse finito dove meritava, in galera.
Il paradiso poteva attendere.

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