mercoledì 15 giugno 2011

118

Provo a figurarmi la seguente situazione:
Famiglia mono reddito mantenuta dal capo famiglia.
Una bella sera il tizio entra in casa e sbattendo la porta dice: “in questa casa non ci sono soldi, ne voglio di più!”.
Ora figuratevi le facce dei famigliari nel sentire queste parole dal capo e per giunta unico procacciatore nonché fautore del reddito domestico.
Ecco la lega, da anni alle leve della gestione del potere economico Italiano, con il minaccioso monito di questi giorni verso se stessa, estraniandosi da ogni responsabilità come fosse un partito dell’opposizione, reclama più soldi per tutti.
Queste manifestazioni di disturbo bipolare dissociativo dei politici leghisti sono tuttavia tipiche e ricorrenti;
Infatti sono arcinote le famose battaglie ingaggiate dalla lega al governo contro la lega stessa per: la mancata realizzazione del federalismo fiscale, la mancata cacciata della sempre più nutrita schiera di extracomunitari presente sul territorio nazionale, il famoso “no alla guerra” contro se stessi, quando decisero essi stessi la partecipazione dell’Italia al conflitto libico; Le feroci e implacabili lotte,  ancora contro essi stessi, per la mancata secessione dal territorio Italiano ed il conseguente riconoscimento ufficiale di un’area inesistente e sconosciuta in tutto il pianeta terra ma dove i leghisti dicono di addirittura risiedere (pur restando a Roma): la Padania.
Davvero sconcertante.
Ma ancora più paradossale è scoprire che 4 milioni (da oggi in poi saranno sempre meno poichè molti già internati) di Italiani hanno sostenuto  e seguito pedissequamente, addobbandosi di verde, le cazzate sesquipedali di questi schizofrenici senza mai fare nemmeno una, che sia stata una,  chiamata al 118.







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