lunedì 9 maggio 2011

Incancreniti

Come uno scanner impazzito percorro tutta la mia vita alla disperata ricerca di un ricordo, un dettaglio qualsiasi che mi aiuti a ricordare, fare luce, ma nulla.
Non ricordo,
neppure dopo essermi chiuso in bagno per ore e sigillato preventivamente ogni spiraglio d’aria, di aver mai defecato escrementi così putridi e maleodoranti  che invece pare scorrano copiosi e fluenti  dalla bocca capiente a forma di cloaca dell’onorevole Daniela Garnero, ( quella che presumibilmente vergognandosi di un cognome così ignoto e banale, ama ancora farsi chiamare “Santanchè” come il suo ex marito, il “famoso chirurgo estetico”)
La volgarissima Santanchè (nome d’arte) partner in affari della famiglia Berlusconi, per non deludere il vecchio puttaniere imputato, oggi ha paragonato i giudici Milanesi ad una metastasi, cancro espanso.
Come tutti i servi del nano ha creduto di rendergli un buon servizio  accentuando le infamie ripetute da Berlusconi.
Francamente se fossi stato il cronista che ha raccolto l’insulto non avrei esitato a mollarle una scoppola, ma temo con risultati poco confortanti rispetto a quelli già palesemente espressi sulla sua vecchia faccia sin troppo manomessa.
Lo spudorato e volgare lessico di questa gentaglia è ormai ridotto all’osso come la loro esistenza politica.
Ebbene  siccome lo invocano,  che cancro sia allora!
Auspico alle ossa.

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