lunedì 23 maggio 2011

Il divino memothelma.

Dopo la sintetica ma espressionista dichiarazione odierna dello sgradevole Bossi , mi pare non sia un abuso arrogarmi il titolo di “memothelma” (vedi post: il percorso retto).
Daccordo, anziché una scorreggia Bossi ha proferito come estrema sintesi di se stesso e del suo movimento, una pernacchia. L’emissione gassosa è avvenuta a ritroso ma solo perché il sistema digestivo dei leghisti trova sfogo orale e non anale poiché avvezzi all’uso di emettere dal cavo orale, oltre alle pernacchie, innumerevoli stronzate.
Ebbene certo dei poteri divinatori che ormai mi posseggono, mi spingo oltre e vi racconto quanto accadrà alla fine di questa settimana.
Dopo la vittoria di Pisapia e De Magistris, la lega compatta e come al solito vile, ignorando di essere stata affondata dai suoi stessi elettori, accuserà il povero nano e la nobile sindachessa uscente di essere colpevoli della disfatta.
Ora tacciono solo perché sperano che l’asino (non si parla più di cavalli nè cavalieri ormai) che traina il carroccio, sia in grado con i suoi ragli a reti unificate di ribaltare il giudizio già largamente espresso dagli elettori esausti.
Persino i più bamboccioni del partito che fin’ora hanno mantenuto un comportamento neutrale, vedi Maroni (rimasto sempre all'interno), usciranno allo scoperto invocando l’incapacità altrui ed ignorando la propria.
Questi faranno ne più ne meno come il nano ha insegnato loro, si chiuderanno sempre di più in comizi a porte chiuse, facendo crescere nel pratone di Pondida  patate ed ogni genere di ortaggio che gli extra comunitari raccoglieranno e mangeranno alla faccia loro.
Le camicie verdi (come da tempo le ronde degli alcolisti padani) si sbiadiranno e scompariranno negli armadi di nostalgici idioti che annualmente le rispolvereranno in occasione dell’anniversario di nascita del trota o durante l’annuale esposizione bovina degli allevatori di schizzapeppa di sopra.
Quindi in poco tempo (memothelma prevede max due mesi), il governo cadrà e i vertici leghisti torneranno alla loro atavica occupazione: convincere con banchetti a base di salame, grappa e polenta taragna, tra un braccio ad ombrello, un rutto o una scorreggia, gli avventori delle osterie nella valli a concedere il loro il voto in cambio di un bicchiere “di quello buono”.
Solo gli irreversibili accetteranno (del resto abbiamo ancora in giro idioti con lo stemma del duce attaccato al taschino).
Ai poveri ex vertici Leghisti resterà solo la pensione a vita da deputati o peggio Ministri, ma vedremo di portargli via anche quella. Sarà una priorità.
Vivranno come è giusto della pensione sociale che loro stessi durante il loro governo hanno quantificato e stabilito ma che voi stessi forse nemmeno avrete.




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