lunedì 18 aprile 2011

Salvatore Borsellino

Sotto un violentissimo acquazzone in un pomeriggio d’estate, bagnato fradicio mi feci spazio tra uno sparuto gruppo di persone per andare ad abbracciare Salvatore Borsellino.
Praticamente non si accorse di me sino a quando mi parai di fronte farfugliando “posso salutarla sig. Borsellino?”, non mi fece neppure terminare la frase e mi abbracciò. Un lunghissimo abbraccio forte e intenso. Mai nella mia vita mi era capitato di sentirmi così fraternamente bene.
Non ricordo le parole che mi uscirono durante quell’intenso abbraccio ma accennai a suo fratello Paolo. La sua risposta fu dolce e ferma: “non siamo qui per piangere i morti ma per difendere i diritti dei vivi, per questo sono morti mio fratello e tanti altri”.
La sue parole furono inaspettate e mi scossero. Poi tenne un discorso ai quattro resistenti rimasti sotto la pioggia battente sino a quando fu costretto a smettere a causa di una violenta folata di acqua e vento che ribaltò l’improvvisato e traballante gazebo allestito alla bene e meglio per l’occasione.
Si dileguarono nei bar e persi di vista: Piero Ricca, Beppino Englaro e Salvatore Borsellino. Tutti gli intervenuti a quella raffazzonata assemblea  perdemmo una grande occasione di dibattito civile e democratico, ne sono certo.
Durante il suo breve intervento Salvatore Borsellino ribadì le responsabilità e le note collusioni con la mafia di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, quindi riprese la stessa frase che poco prima mi aveva sorpreso durante il nostro saluto, rinnovando l’invito a chiunque avesse voluto onorare la memoria del fratello Paolo di farlo rispettando la giustizia e i giudici che da vivi oggi combattono rischiando la pelle e non quelli già morti. Cinico ma vero.
Oggi il presidente di quel che resta della nostra  repubblica, dopo che Silvio Berlusconi ha offeso  per l’ennesima volta davanti a tutti i giudici che lo stanno giustamente perseguendo e non perseguitando, ha ammonito “tutti”, (non l’unico responsabile e autore delle minacce alla magistratura :Silvio Berlusconi), a mantenere toni più pacati. Berlusconi inveisce contro chiunque si metta di traverso e Napolitano invita “tutti” ad un maggiore senso di responsabilità. Come se bastasse un messaggio indiretto e quindi in perfetto stile Italiota a fermare il baco che sta divorando il cervello  del  patetico, imputato, pluri inquisito barzellettiere d’Italia.
Inoltre Napolitano si è premunito di avvisare tutti i giudici del csm di onorare il prossimo 9 Maggio la giornata dedicata alla commemorazione dei defunti giudici morti ammazzati dai terroristi, forse  sperando (invano) che il suo monito arrivi anche alle orecchie del presidente del consiglio. Anch’io vorrei da cittadino  “ammonire” il capo dello stato a non firmare le leggi che le camere  Italiane stanno licenziando per salvare le chiappe all’imputato Silvio Berlusconi. Come dice Salvatore Borsellino, tuteliamo e difendiamo il lavoro dei Giudici vivi, quelli morti lasciamoli in  pace.





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