lunedì 28 marzo 2011

I carri amati

Si è presentato all’udienza circondato da una folla di anziani prezzolati che gli facevano da cornice, il vecchio corruttore.
Gonfio, pedantemente truccato come tutta la sua vita, è montato sopra il predellino dell’auto (patetico déjà vu) sfoderando  il sorriso da squalo sul faccione incartapecorito e salutando con ampi ma  lenti gesti, come una benedizione, il popolo di scalcagnati pensionati che per qualche decine di euro avevano svenduto la presenza rubando tempo prezioso alla loro vita ormai terminale.
Ai piedi del corruttore, tra i morituri, la portavoce (scelta non casuale a causa di un errore chirurgico che le ha reso la bocca dimensionalmente sproporzionata non solo alla faccia ma persino rispetto al corpo) l’onorevole Santanchè si faceva interprete e ventriloqua della grottesca messa in scena ordita dal gigante nano.
Tutto è stato spiegato tranne che Berlusconi fosse un imputato appena uscito dall’udienza che lo vede giustamente indagato per evasione e frode fiscale a danno dei cittadini Italiani.
Una replica perfetta di carro allegorico.

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