lunedì 28 febbraio 2011

Si vis pacem para bellum (?)

Ancora mi duole constatare l’ennesimo infortunio (37°) sul lavoro.
Il tenente lavoratore missionario di pace Massimo Ranzani  è stato ucciso dai Talebani (studenti delle scuole Coraniche).
Nessuno ne parla ma temo quest’ultimo assassinio degli studenti  partigiani Afghani possa ricondursi alla feroce strage di civili avvenuta pochi giorni fa in quei territori.
Questa è la notizia:

21/02/2011
Due stragi in due giorni in Afghanistan, con un bilancio totale che potrebbe superare il centinaio di morti. Un raid Usa nelle montagne del nord-est dell'Afghanistan ha provocato la morte di 65 civili, fra cui 22 donne e oltre 30 bambini. Lo ha denunciato il governatore della provincia di Kunar, Fazlullah Wahidi, in un'intervista al Washington Post, dopo che domenica il presidente Hamid Karzai aveva parlato di 50 vittime.

Quasi nessuno ne ha parlato.
Oggi puntuale e implacabile é arrivata la vendetta.
I genitori dell’operaio militare, secondo la stampa e il parroco del paese, si dicono orgogliosi del servizio che il loro unico figlio ha reso alla patria.
Forse questa coppia di genitori non ha seguito le cronache degli ultimi 20 anni.
L’Italia non è mai stata invasa ne ha mai subito minacce in tal senso, inoltre mentre il figlio si stava scavando la tomba in Afghanistan, la salma del consiglio passava allegre nottate usufruendo di ben altri servizi  in compagnia di imberbi mignotte e cadaveri putrefatti del calibro di Emilio Fede e Lele la Mora (peraltro dichiarato apparentato alla categoria dei culattoni tanto biasimati dalla salma).
Mentre il loro figliolo lottava per “esportare la democrazia”, il suo capo e presidente del consiglio faceva affari con tiranni di ogni latitudine.
Mentre Massimo, durante i suoi ultimi mesi di vita, batteva le strade deserte e polverose Afgane in cerca di fantomatici integralisti Islamici, il suo governo ne ospitava in pompa magna, uno vero, nel pieno centro della capitale.
Gheddafi.
Qualcuno un giorno dovrà spiegare a questa sfortunata coppia di genitori che il martirio per  essere considerato tale deve compiersi all’ombra di una bandiera, un ideale, in difesa di una  coerente e tenace politica democratica.
Non del bunga bunga.
Per quale scopo questo ragazzo è morto!!
Per la padania unita? Per gli ideali di giustizia delle salme al governo? Per il processo breve? A causa delle intercettazioni telefoniche?
Se fossi il padre di questo ragazzo mi sentirei colpevole, ingannato, tradito da questa  ipocrisia.
Cari signori Ranzani, con tutto il rispetto e comprensione del vostro dolore, per la memoria di vostro figlio non accettate la medaglia al valore che gli hanno conferito post mortem.
Non accettate che politici ipocriti poggino le mani sulla sua bara allo sbarco a Fiumicino.
Cacciate le fanfare e  le divise.
In memoria del vostro figliolo e perché la sua morte non sia vana fermate altri ragazzi che si apprestano a partire, non parlate di martirio.
Riscattatevi dal rimorso raccontando il vostro dolore.
Non parliamo di eroi.




1 commento:

  1. Concordo in tutto

    e sottolineo(per i prossimi,purtroppo!)
    "Non accettate la medaglia al valore che gli hanno conferito post mortem.
    Non accettate che politici ipocriti poggino le mani sulla sua bara allo sbarco a Fiumicino"

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