mercoledì 16 febbraio 2011

San scemo

Dopo aver tentato invano di resistere all’evento mi sono rassegnato e soffermato sul festival di Sanremo.
Mi ha sorpreso l’apparizione di Gianni Morandi .
Quando vidi per la prima volta questo cantante avevo 5 o 6 anni e lui pareva ne avesse almeno 20 in più.
Questa sera sorprendentemente me lo sono ritrovato davanti, ebbene io lo ricordavo proprio così. Ma oggi Gianni dimostra almeno vent’anni meno di me.
Ebbi qualche mese fa la stessa sensazione rivedendo il piccolo Tony, detto ancora oggi"little", mentre reclamizzava danacol (pubblicità generalmente interpretata  da  immote cariatidi cardipatiche)alla televisione.
Tornando a Gianni trovo sia davvero sorprendente la sua tenuta al tempo. La capigliatura ancora fluente, folta e bruna. Solo la voce (insieme alle cazzate che dice) tradisce l’età poiché lievemente incrinata e un tantino roca e affaticata.
Tuttavia Gianni, nonostante il dono dell’eterna giovinezza, manca di affabulazione. Quando Gianni parla è come se la televisione si spegnesse.
Nell’intervista ad Andy Garcia esordisce con “Sanremo è sempre il tempio della musica Italiana” e per tutta risposta l’attore parla della sua preferenza per la musica Cubana.
Quindi tutta l’intervista prosegue nel modo più consueto e assimilabile alla figura del cantante: la sua sessantacinquenne, collaudata banalità.
Verso la fine dell’intervista Gianni trova pure il modo di sputtanare  la sua ostentata Italianità spiegando a Garcia che quest’anno corre il centocinquantesimo della nascita della "Repubblica" anziché dell’unità d’Italia.
Gran finale con lezione di canto dell’attore ad uno che credevo fosse almeno un cantante.
Invece no.

Nessun commento:

Posta un commento