domenica 2 gennaio 2011

SUA "EMITTENZA" IL REGIME

Un gradevolissimo libro di Gianrico Carofiglio: manomissione delle parole, mi ha indotto ad alcune riflessioni alle quali voglio partecipare eventuali desaparecidos del web.
La mia è stata la seguente:
E’ possibile decodificare dal linguaggio espresso dal potere, la volontà di instaurare un regime totalitario, plutocratico o personalistico? Insomma contrario alla democrazia?
Prendendo spunto dal libro che a sua volta cita diversi filologi, la deduzione più spontanea è quella che l’avvento di un regime al governo di un paese è annunciato innanzitutto dall’impoverimento del lessico. Ovvero l’uso di pochissime parole che danno vita a concetti perlopiù banali e luoghi comuni facilmente assimilabili (specie se ripetuti) dai riceventi.
Talvolta questo lessico impoverito viene addirittura spacciato dal potere autoritario come “più democratico” , poiché comprensibile a tutti, rispetto ad un lessico complesso e articolato.
Il regime emittente del lessico povero  insinua infatti l’idea che il lessico articolato sia vetusto o perlopiù utilizzato da persone intellettualoidi mediocri che non hanno il coraggio di definire le cose o i fatti con parole appropriate, dirette e all’occorrenza crude. Il famoso motto:“parrucconi della politica”citato ripetutamente dall’avvocato del premier , Ghedini, quando si è trovato nell’impossibilità di replicare a discorsi politici articolati, è esemplare.
Ebbene è esattamente il contrario.
 La vastità di lemmi impiegati opportunamente nella narrazione o descrizione dei fatti, aumentano e approfondiscono la capacità di riconoscere e intendere gli eventi stessi.
Il linguaggio povero che generalmente sfocia  nel luogo comune o nei sentimentalismi non narra né descrive alcun che,offre solo l’opportunità di poter essere facilmente digerito  celando l’insidia più pericolosa: l’astensione dalla critica e dalla riflessione.
Esattamente quanto di più auspicabile un regime anti democratico possa desiderare.
Oggi inoltre si crede che grazie agli innumerevoli mezzi di diffusione delle notizie, alla comunicazione di massa, sia impossibile in un paese moderno occidentale come il nostro, l’insaturazione di un regime totalitario di stampo fascista.
Credo anche questo sia un “luogo comune ormai assimilato” che ha contribuito ad inibire il senso critico e la percezione dei fatti evidenti che stanno sconvolgendo le regole democratiche e rovesciando quelle etiche.
Pur ammettendo una complessa varietà di mezzi di diffusione non si tiene conto infatti dell’enorme frammentazione dell’informazione che spesso genera solo confusione. I mezzi attraverso i quali le informazioni sono veicolate sono nella maggior parte eterei non cartacei. Anche in questo caso ci troviamo ad assorbire informazioni alle quali non è possibile, o perlomeno molto difficile opporre confutazioni critiche e ragionate.

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