giovedì 30 dicembre 2010

SUPER CAZZOLA

Per chi non lo conoscesse (temo tanti) costui è un deputato del partito di Berlusconi che ha impedito che la magistratura potesse utilizzare le prove che avrebbero inchiodato Nicola Cosentino (collega di Cazzola) alle sue responsabilità, ovvero: concorso esterno in associazione camorristica.
Perché Cazzola abbia impedito con il suo voto l’arresto del collega, rimane un mistero. Pare che le prove fossero schiaccianti, la magistratura ha persino chiesto l’arresto di Cosentino.
Tuttavia il Cazzola, oltre a difendere senza motivo personaggi come Cosentino, contribuisce con i suoi “preziosi” commenti a riempire pagine di giornalacci neppure degni della raccolta differenziata.
Ne ho letto uno.
Super Cazzola scrive così di Marchio Marchionne (marchio Fiat):
“Intellettuali di regime (non si capisce quale visto che in Italia a regime abbiamo il partito dove milita lui e la Lega) danno contro a Marchionne che invece sta lavorando nell’interesse dell’intera classe sindacale Italiana e di tutti i lavoratori” altre “Cazzolate” ve le risparmio, basta questa.
Super Cazzola forse non sa che al 1° Novembre 2010 le vendite Fiat erano calate del 40% e, notizia di questi giorni, la Fiat ha venduto meno di tutti in Europa, seguita in classifica solo dai marchi dell’est.
Dai dati però, considerando le vendite Fiat, parrebbe davvero che Marchionne si occupa più dei sindacati che delle vendite, quindi prendendo per buona la Cazzolata, la proprietà Fiat dovrebbe quantomeno licenziare il suo dirigente e chiedergli pure i danni.
Invece no. La cazzolata non regge, come al solito la Fiat sa bene che le vendite stanno calando e consci della propria inefficienza non gli è restato altro da fare che assumere il “liquidatore” Marchionne per tagliare i costi riducendo gli stipendi, licenziare tutto il licenziabile, accaparrare tutti gli incentivi Statali a disposizione, chiudere gli stabilimenti gradualmente e andare a produrre all’estero. Dove più compete alla Fiat anche a livello di prestigio. In Polonia o meglio in Cina.
John Elkann (il padrone della Fiat) intanto si lascia docilmente guidare da Marchionne, senza profferire  abbaio.
Un Super Cazzola pronto difenderli  lo trovano in ogni angolo di questo governo anche se certamente firmare gli articoli con un cognome del genere non aiuta.

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