mercoledì 29 dicembre 2010

MEMORARE IUVAT

La banca Vaticana grazie all’intervento diretto di Ratzinger, il capo, ha deciso di firmare finalmente il documento Europeo aderente alla normativa anti riciclaggio.
Il Vaticano lo ha definito “Motu Proprio” lasciando intendere che sia stata un’iniziativa personale del Papa. In effetti è così, lui ha deciso ma solo dopo che la sua banca è finita sotto inchiesta (per l’ennesima volta) per 25 milioni di euro dei quali si è rifiutata di fornire spiegazioni sulla provenienza e destinazione. Tant’è che la procura ha messo sotto inchiesta il direttore dello IOR Gotti Tedeschi. Roba sporca insomma.
A me francamente il” Motu propi” mi è parso piuttosto un “moto indotto”.
Ma le dichiarazioni della Chiesa vanno sempre lette con molta attenzione perché sempre storicamente e geneticamente equivoche.
Dunque sarebbe come se io affermassi che  per “Motu proprio” domani decidessi di uscire di casa vestito e non nudo.  Ovviamente mentirei in quanto uscirei vestito per il rispetto di un comune senso etico e del pudore ma tuttavia messa alla Clerico dixit la decisione di uscire vestito e non nudo è indiscutibilmente mia e non indotta.
Anche questa volta avrebbero potuto risparmiarsi il complicato sofisma annunciando semplicemente:  Il Papa, a nome dello Stato Vaticano e dopo anni di ingiustificato silenzio ha deciso, per ultimo, di firmare il protocollo relativo alla normativa Europea anti riciclaggio. Il Papa e l’intera Chiesa si scusano per il ritardo e l'eventuale denaro sporco riciclato "accidentalmente" sino ad oggi.
E che ci voleva!
In ogni caso mi sento di ringraziare Ratzinger per il “Motu proprio” anzi, ne approfitto per vedere se fosse possibile sollecitare altri “Motus propii”, dunque eccoli:
Vorrei che Ratzinger prendesse decisamente le distanze da un presidente del consiglio divorziato e a suo dire “conquistatore di escort a pagamento” (non credevo le mignotte oltre al pagamento esigessero anche la conquista), nonché pluri indagato da diverse procure, nonché corruttore riconosciuto, nonché intimo amico di personaggi pregiudicati condannati per corruzione (Previti), nonché amico di condannati al secondo grado di giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa (dell’Utri).
Ecco vorrei che Ratzinger con un altro “Modu propri” vietasse ai suoi cardinali di punta (Bertone e Ruini) di incontrare pubblicamente o peggio in privato, il dichiarato peccatore Silvio Berlusconi  e/o di fargli la campagna elettorale e/o impedirgli dichiarazioni equivoche (come quella odierna ) dove ha lasciato intendere di essere  il naturale destinatario del voto cattolico in Italia.
Insomma vorrei che Ratzinger parlasse facendosi capire. Che prendesse decisamente le distanze da questo “Dio fatto uomo” concorrente peraltro del suo stesso Dio.
Vorrei ancora che il cardinale (Tarciso Bertone)animato da “Motu propi”  invece di presenziare immancabilmente al ritrovo dell’associazione Industriali, si facesse vedere anche dalle parti di Civitavecchia dove la polizia ha caricato centinaia di agricoltori Sardi che manifestavano per conto di altri 50mila che rischiano di chiudere le loro attività a causa delle banche. Chissà che tra questi non ci sia stato qualche cattolico bisognoso di carità.
Inoltre vorrei che con la stessa naturalezza e rapidità che si usa quando ci si cala le brache al cospetto della dissenteria, il Papa e il Clero intero, la smettessero immediatamente di patteggiare accordi con il governo per ottenere risultati ad essi favorevoli sui temi etici sensibili come il testamento biologico. Non dico di essere contrario alle pretese della Chiesa ma che si procurino il favore non tramite decreto ma attraverso un’azione pastorale tra i fedeli, inducendoli, professando la fede, ad abbandonare l’idea della morte per sottrarsi al dolore e aggrapparsi alla vita.
Troppo difficile vero? Si molto meglio il “do ut des” con chicchessia e ottenere per legge ciò che altrimenti dovrebbero conquistarsi  a fatica “pastorizzando”.

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