mercoledì 8 dicembre 2010

CIARLATANI

Il PDL, chiosava il Finiano Bocchino, nacque con lo scopo preciso di apportare riforme liberali al paese. Non avendo apportato un bel nulla, i Finiani hanno abbandonato la maggioranza per formare (dice lui) una vera destra che rappresenti il liberalismo e ne promuova finalmente le riforme.
Ma cos’è il liberalismo?
Nessuno ce lo spiega. Il liberalismo tuttavia dovrebbe essere un insieme di riforme che limitando il potere dello stato, salvaguardi i diritti dei cittadini incentivando la loro libera iniziativa entro le regole del diritto, del comune senso etico e responsabilità.
Mi pare la Costituzione Italiana oltre 50 anni fa, abbia articolato e sancito il liberalismo in modo chiaro, preciso e concreto, molti articoli della carta determinano regole liberaliste e aggiungerei, illuministe.
Non mi pare infatti che lo stato Italiano, prima della fondazione del PDL, vessasse il i cittadini non consentendo loro libertà di impresa, libera associazione, libertà nell’espressione della parola a mezzo bocca o stampa.
Inoltre il liberalismo dovrebbe consentire l’integrazione razziale, la libera professione della fede.
Mi pare invece di aver sentito il presidente del consilvio minacciare più volte i cittadini stessi dicendo loro di non leggere i giornali, dare del coglione a chi vota la sinistra, suggerire agli imprenditori di non fare pubblicità su alcune testate a lui non gradite (ergo farla solo sulle sue), di voler chiudere trasmissione televisive, insomma uno stato liberale dovrebbe fare esattamente il contrario di quanto un “neoliberista” come si definisce l’ultrasettantenne Berlusconi, dice e fa. Così mentre il presidente del consilvio predicava queste scempiaggini, non solo, decretava anche leggi incostituzionali e quindi illiberali per attuarle, Bocchino, Fini e tutto il cucuzzaro, con grande spirito di sevizio (non al popolo ma al premier) votavano e approvavano ogni cosa salvo poi pentirsi (forse) dopo 15 anni. Troppo tardi, troppo molli, troppo inutili. Il “nuovo” non può cominciare con questa gente vecchia e svenduta.
Il liberalismo è sancito nella nostra costituzione, quindi basta rispettare le regole imposte dalla carta, tutto il resto sono balle raccontate da chi per liberalismo intende : “trarre profitto personale ad ogni costo e in ogni modo a spese degli altri”. Insomma farsi i cavoli propri ma impedire che altri facciano altrettanto.
Limitare le intercettazioni telefoniche per esempio, viene fatto passare come una conquista di libertà per tutti, senza in nessun modo tenere conto che tutti ci sentiamo liberissimi di parlare con chi vogliamo senza temere o pensare a conseguenze penali. Forse perché parliamo con persone incensurate.
Berlusconi non si sente tranquillo invece. Quelli come lui nemmeno.
Quindi il nano, tutti coloro che lo hanno appoggiato e ancora lo sostengono, corrompendo il significato delle parole si appellano a concetti, dogmi o alti principi per nascondere il fango delle loro intenzioni e delle loro azioni.
Non abbiamo bisogno di riforme “liberaliste” poiché non abbiamo nulla da cui liberarci se non dalla corruzione della stessa classe politica che le propone.
Per questo diffido di chiunque parli di riforme liberali. Parla per se e per il suo fango. Diffido da chi ignora e omette parole come: “etica politica”, “responsabilità”, “etica civica”, e mo la sparo grossa: “onestà”.
Non sentirete mai un uomo di governo, specie di questo, anche se fosse onesto, parlare di senso etico, non potrebbe, sarebbe come insultare il nano, non si può.
I servi servono solo al servizio e non devono avere opinioni ma riportare fedelmente solo quelle del padrone.
Spero passino tutti, finalmente, un bruttissimo Natale.

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