domenica 19 dicembre 2010

CARO BABBO NATALE

Scrivo e te perché ormai sei diventato più famoso di Gesù bambino.
Da quando ti conosco sei cambiato parecchio nella mia fantasia, prima di bambino, poi adolescente e infine adulto.
Da bambino mi descrivevano quanto tu fossi buono ma solo con i buoni (portando loro doni) e meno tenero con i cattivi (a questi carbone).
Beh, non mi pareva fosse così dura da sopportare una dose di carbone come punizione, al contrario di Gesù che ai cattivi non risparmiava l’inferno mentre ai buoni riservava il paradiso.....ma solo dopo essere come minimo morti.
Nella mia testa di bambino quindi, tu eri senz'altro il favorito. Meno crudele e più generoso di Gesù.
Così alla sera, nei giorni che precedevano il Natale, andavo a letto e rivolgendoti le mie preghiere tentavo di ruffianarti  per ottenere il regalo senza fare troppi sacrifici. In caso avessi fallito mi restava comunque la curiosità di vedere finalmente il carbone che non conoscevo.
Pensa, ti pregavo come un Gesù anche se non lo eri. Ti raccomandavo persino la salute dei miei famigliari tanto ti tenevo in considerazione!
Da adolescente scoprii invece che tu fosti un testimonial della coca cola negli anni trenta che mutuandoti da una leggenda dei paesi nordici ti raffigurò come sei ora: bello, grasso, simpatico e rubicondo.
Oggi da adulto non ti credo più, nonostante ve ne siano molti che credono ancora a te, a tua sorella la befana...e pensa, persino a Berlusconi.

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