venerdì 31 dicembre 2010

INFORTUNI SUL LAVORO

Purtroppo la fine del l’anno 2010 è funestata da due notizie luttuose provenienti una da una regione dell’Afghanistan, il Gulistan e l’altra da Gerenzano, un paese nel Varesotto. Lombardia, Italia.
Una famiglia di Gerenzano, quella del 60enne lavoratore idraulico morto oggi a causa di un infortunio sul lavoro, non festeggerà il capodanno.
L’uomo  per cause ancora ignote ha perso la vita mentre lavorava.
In Italia anche un’altra famiglia non potrà festeggiare, quella del lavoratore militare ucciso dai partigiani Afghani nella regione del Gulistan.
L’operaio militare Italiano apparteneva  alle forze multinazionali che da anni, dietro lauti compensi, occupano senza alcun motivo ne fine quelle regioni.
L’operaio militare ucciso si trovava di guardia in una torretta quando è stato raggiunto da un colpo di fucile sparato da un partigiano Afghano.
Auspico che per il nuovo anno, vengano adottate misure più stringenti a protezione degli infortuni sul lavoro.
Non conosco la dinamica accaduta all’operaio idraulico ma spero sia fatta piena luce e siano adottate le sicurezze necessarie affinche questo genere di infortunio sul lavoro non si ripeta.

Per quanto riguarda la categoria degli operai militari, ricordo ancora una volta a questi ragazzi di riflettere meglio sulle scelte professionali in quanto entrare a far parte di bande militari armate  che occupano e sottraggono senza giustificata causa territori appartenenti ad altre nazioni può cagionare danni irreversibili come la morte per esempio.
Queste iniziative di occupazione armata da sempre provocano la rabbia, la ribellione dei cittadini occupati che si armano e mettendo a repentaglio la loro stessa vita, uccidono gli occupanti.
Al contrario gli idraulici non occupano un bel nulla anzi, spesso liberano dietro compenso, altri cittadini dai loro eventuali problemi idrici.
Un operaio idraulico quindi è meno invasivo, credo più renumerativo e indubbiamente meno dannoso di un operaio militare.
E’ sempre una questione di scelte, la disgrazia conta poco, la retorica politica dell’eroismo ancora meno.
Il nostro Presidente(?) Giorgio Napolitano ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia dell'operaio militare dimenticando quella dell'operaio idraulico, discriminando palesemente l'importanza della categoria idrica a favore della bellica.

giovedì 30 dicembre 2010

SOLILOQUIO DI UNA ZANZARA SU MARTE

Mi chiedo:
Dove sta andando questo paese guidato da una classe dirigente corrotta dove il Ministro degli Interni è l’espressione di punta di un partito razzista e peggio ancora di Nazionalista(dogma fascista), regionalista.
Un Ministro che fino a poco tempo fa ha avuto l’ardire, (senza alcun rispetto per l'eridità che i martiri della mafia ci hanno lasciato)  di conteggiare a ritroso il numero degli arrestati mafiosi come fosse un countdown della notte di capodanno e l'approssimarsi allo zero potesse significare la sconfitta della mafia.
Da qualche settimana non conta più. Forse hanno raggiunto l’accordo con i mafiosi?
Gente da numeri ad effetto privi di ogni razionale contenuto politico.
Un partito, La lega lombarda che porta avanti una patetica e anacronistica battaglia separatista nell'Europa unita, un ossimoro.
Dove stiamo andando con questi Italiani idioti che interpretano la politica con la pancia e non con la testa. Italiani  creduloni al seguito di uomini che promettono, smentiscono, fuggono alle proprie responsabilità, politici senza idee ma pronti a inventarsi progetti irrealizzabili oltre che inutili pur di riempire le menti vuote degli Italiani desiderosi e voraci consumatori di sogni. (il gioco d’azzardo in Italia è l’unica attività in crescita).
Uomini bugiardi. Grandemente, visceralmente  bugiardi.
Solo il vuoto politico poteva consentire a questi uomini di governare un grande paese con la menzogna da oltre 15 anni. Il vuoto c’era e questi lo hanno colmato col nulla.
L’inviolabile spazzatura che sta seppellendo Napoli è l’unico risultato concreto della politica di questo governo. Sfido chiunque a ricordare altri risultati almeno evidenti quanto questo, ottenuti. Anche positivi.
La spazzatura a Napoli c’è sempre stata d’accordo ma mai come in questi anni aveva toccato vette così alte da seppellire intere case.
Il diniego all’estradizione di un pregiudicato delinquente Italiano da parte del Brasile, è la prova del fallimento della politica estera di questo governo.
Non siamo credibili agli occhi del mondo.
Lo stato Italiano non fallisce solo grazie all’enorme debito accumulato con i maggiori paese Europei, e non, come vogliono farci credere, grazie all’oculata politica economica fatta da governo.
Voi fareste mai fallire un vostro debitore sapendo che perdereste tutto? Ecco è per questo motivo che Germania ma soprattutto Francia ci tengono ancora in vita. Si specie la Francia alla quale questo governo ha già promesso (tradendo la volontà popolare espressa nel referendum del 1987) l’acquisto delle centrali nucleari di ultima “de-generazione”, poiché di questo si tratta.
Perché solo in pochi avvertono la deriva fascistoide di questo governo? Parlo di fascismo, quello cattivo che arriverà ad eliminare fisicamente il nemico politico e a seguire, il cittadino ribelle.
La Chiesa se n’è accorta e per questo già da tempo contratta sottobanco il prezzo della propria sopravvivenza.
Nessuno ricorda il “piano di rinascita democratica” manifesto della loggia massonica P2 (capo Massone Licio Gelli, Berlusconi tesserato insieme a molti altri componenti di questo governo). Ebbene il documento prevedeva, oltre a decine di altre nefandezze fasciste, la divisione dei sindacati. Non è quello che sta accadendo? Anzi già accaduto?
Prevedeva una riforma della giustizia, la stessa che Berlusconi annuncia, tradendosi come fosse una minaccia, di voler attuare.
Prevedeva la sottomissione del potere esecutivo a quello legislativo. Tipica dei regimi totalitari.
Tutte regole tipicamente di matrice fascista bellamente ignorate dalla maggior parte degli Italiani che continuano stimare uomini come questi solo perché dicono di rappresentare “la libertà”, lo loro.

SUPER CAZZOLA

Per chi non lo conoscesse (temo tanti) costui è un deputato del partito di Berlusconi che ha impedito che la magistratura potesse utilizzare le prove che avrebbero inchiodato Nicola Cosentino (collega di Cazzola) alle sue responsabilità, ovvero: concorso esterno in associazione camorristica.
Perché Cazzola abbia impedito con il suo voto l’arresto del collega, rimane un mistero. Pare che le prove fossero schiaccianti, la magistratura ha persino chiesto l’arresto di Cosentino.
Tuttavia il Cazzola, oltre a difendere senza motivo personaggi come Cosentino, contribuisce con i suoi “preziosi” commenti a riempire pagine di giornalacci neppure degni della raccolta differenziata.
Ne ho letto uno.
Super Cazzola scrive così di Marchio Marchionne (marchio Fiat):
“Intellettuali di regime (non si capisce quale visto che in Italia a regime abbiamo il partito dove milita lui e la Lega) danno contro a Marchionne che invece sta lavorando nell’interesse dell’intera classe sindacale Italiana e di tutti i lavoratori” altre “Cazzolate” ve le risparmio, basta questa.
Super Cazzola forse non sa che al 1° Novembre 2010 le vendite Fiat erano calate del 40% e, notizia di questi giorni, la Fiat ha venduto meno di tutti in Europa, seguita in classifica solo dai marchi dell’est.
Dai dati però, considerando le vendite Fiat, parrebbe davvero che Marchionne si occupa più dei sindacati che delle vendite, quindi prendendo per buona la Cazzolata, la proprietà Fiat dovrebbe quantomeno licenziare il suo dirigente e chiedergli pure i danni.
Invece no. La cazzolata non regge, come al solito la Fiat sa bene che le vendite stanno calando e consci della propria inefficienza non gli è restato altro da fare che assumere il “liquidatore” Marchionne per tagliare i costi riducendo gli stipendi, licenziare tutto il licenziabile, accaparrare tutti gli incentivi Statali a disposizione, chiudere gli stabilimenti gradualmente e andare a produrre all’estero. Dove più compete alla Fiat anche a livello di prestigio. In Polonia o meglio in Cina.
John Elkann (il padrone della Fiat) intanto si lascia docilmente guidare da Marchionne, senza profferire  abbaio.
Un Super Cazzola pronto difenderli  lo trovano in ogni angolo di questo governo anche se certamente firmare gli articoli con un cognome del genere non aiuta.

mercoledì 29 dicembre 2010

MEMORARE IUVAT

La banca Vaticana grazie all’intervento diretto di Ratzinger, il capo, ha deciso di firmare finalmente il documento Europeo aderente alla normativa anti riciclaggio.
Il Vaticano lo ha definito “Motu Proprio” lasciando intendere che sia stata un’iniziativa personale del Papa. In effetti è così, lui ha deciso ma solo dopo che la sua banca è finita sotto inchiesta (per l’ennesima volta) per 25 milioni di euro dei quali si è rifiutata di fornire spiegazioni sulla provenienza e destinazione. Tant’è che la procura ha messo sotto inchiesta il direttore dello IOR Gotti Tedeschi. Roba sporca insomma.
A me francamente il” Motu propi” mi è parso piuttosto un “moto indotto”.
Ma le dichiarazioni della Chiesa vanno sempre lette con molta attenzione perché sempre storicamente e geneticamente equivoche.
Dunque sarebbe come se io affermassi che  per “Motu proprio” domani decidessi di uscire di casa vestito e non nudo.  Ovviamente mentirei in quanto uscirei vestito per il rispetto di un comune senso etico e del pudore ma tuttavia messa alla Clerico dixit la decisione di uscire vestito e non nudo è indiscutibilmente mia e non indotta.
Anche questa volta avrebbero potuto risparmiarsi il complicato sofisma annunciando semplicemente:  Il Papa, a nome dello Stato Vaticano e dopo anni di ingiustificato silenzio ha deciso, per ultimo, di firmare il protocollo relativo alla normativa Europea anti riciclaggio. Il Papa e l’intera Chiesa si scusano per il ritardo e l'eventuale denaro sporco riciclato "accidentalmente" sino ad oggi.
E che ci voleva!
In ogni caso mi sento di ringraziare Ratzinger per il “Motu proprio” anzi, ne approfitto per vedere se fosse possibile sollecitare altri “Motus propii”, dunque eccoli:
Vorrei che Ratzinger prendesse decisamente le distanze da un presidente del consiglio divorziato e a suo dire “conquistatore di escort a pagamento” (non credevo le mignotte oltre al pagamento esigessero anche la conquista), nonché pluri indagato da diverse procure, nonché corruttore riconosciuto, nonché intimo amico di personaggi pregiudicati condannati per corruzione (Previti), nonché amico di condannati al secondo grado di giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa (dell’Utri).
Ecco vorrei che Ratzinger con un altro “Modu propri” vietasse ai suoi cardinali di punta (Bertone e Ruini) di incontrare pubblicamente o peggio in privato, il dichiarato peccatore Silvio Berlusconi  e/o di fargli la campagna elettorale e/o impedirgli dichiarazioni equivoche (come quella odierna ) dove ha lasciato intendere di essere  il naturale destinatario del voto cattolico in Italia.
Insomma vorrei che Ratzinger parlasse facendosi capire. Che prendesse decisamente le distanze da questo “Dio fatto uomo” concorrente peraltro del suo stesso Dio.
Vorrei ancora che il cardinale (Tarciso Bertone)animato da “Motu propi”  invece di presenziare immancabilmente al ritrovo dell’associazione Industriali, si facesse vedere anche dalle parti di Civitavecchia dove la polizia ha caricato centinaia di agricoltori Sardi che manifestavano per conto di altri 50mila che rischiano di chiudere le loro attività a causa delle banche. Chissà che tra questi non ci sia stato qualche cattolico bisognoso di carità.
Inoltre vorrei che con la stessa naturalezza e rapidità che si usa quando ci si cala le brache al cospetto della dissenteria, il Papa e il Clero intero, la smettessero immediatamente di patteggiare accordi con il governo per ottenere risultati ad essi favorevoli sui temi etici sensibili come il testamento biologico. Non dico di essere contrario alle pretese della Chiesa ma che si procurino il favore non tramite decreto ma attraverso un’azione pastorale tra i fedeli, inducendoli, professando la fede, ad abbandonare l’idea della morte per sottrarsi al dolore e aggrapparsi alla vita.
Troppo difficile vero? Si molto meglio il “do ut des” con chicchessia e ottenere per legge ciò che altrimenti dovrebbero conquistarsi  a fatica “pastorizzando”.

martedì 28 dicembre 2010

PICCOLI SCRIVANI

È curioso, mentre un Giudice di Milano ritiene che l’attentato a Belpietro è probabilmente una balla, (vedi post del 1 Ottobre dove ottimisticamente credevo Belpietro ignaro, invece no. Quest’uomo se l’è fatto proprio lui l’attentato)  lo stesso Belpietro se ne inventa un’altra delle sue titolando sul giornaletto Libero che Fini avrebbe pagato un finto killer che avrebbe dovuto ferirlo e far ricadere la colpa su Berlusconi.
Da fumetto. Appunto da Libero.
È incredibile, quando Berlusconi tace evitando così di farsi del male, ecco che uno dei suoi lecca lecca: Belpietro, prende la parola per sputtanarlo.
Il Belpietro, in puro stile fascista si inventa notizie per infangare le persone. Solo Cicchitto (onomatopeico allo sputo) ha preso le parti del povero sfigato Belpietro dichiarando che quando si trattava di Berlusconi e Ruby, tutti cavalcavano la notizia, ora che si è tirato in ballo Fini, la cosa doveva essere taciuta.
Cicchitto  (massone iscritto alla P2) dimentica che nel caso Ruby furono i carabinieri a testimoniare la telefonata del vecchio puttaniere all’una di notte per salvare la giovane bagascia, invece nel caso di Fini è Belpietro che da la notizia rifiutandosi di citare la fonte.
Se tutti i giornalisti facessero come questo Belpietro allora in Italia si potrebbe dire tutto di tutti senza rendere ragione di cio che si dice.
Invece non si può fare.
Belpietro avrebbe dovuto, prima di pubblicare, quantomeno verificare l’attendibilità della fonte, quindi trattandosi del presidente della camera, avrebbe dovuto prontamente denunciare la fonte stessa alla magistratura e dopo scrivere.
Invece no. Questa faccia da jolly ridens si giustifica dicendo che “qualcuno glielo ha detto ma non può dire chi”, insomma lui scrive tutto quel che sente proprio come fece il suo nuovo socio in affari Vittorio Feltri che alcuni mesi fa pubblicò un documento falso che accusava il direttore di Famiglia Cristiana, Boffo, di essere un pericoloso omosessuale attenzionato dalla Polizia. Solo perché Boffo aveva scritto che non reggeva più un presidente del consiglio palesemente puttaniere. Insomma se non lo scriveva Famiglia Cristiana che avrebbe dovuto farlo? Naturalmente il Berlusca venne “vendicato" da Feltri e Boffo perse il posto pur non essendo ne attenzionato e nemmeno omosessuale. Feltri venne sospeso (lo è tutt’ora) dall’albo dei giornalisti,.
Ebbene ora questi fior fiore di giornalettisti lavorano in coppia, uno accende il ventilatore mentre l’altro butta in aria fango, l’effetto potete immaginarlo.
Ma il vento sta cambiando e bisogna fare attenzione quando si butta in aria fango, non si mai da che parte può cadere.

mercoledì 22 dicembre 2010

NEL PAESE DEL BENGODI

Abbondano Ignoranti, cafoni, taccagni e coglioni meno male che almeno uno si salva, è Silvio Berlusconi.
Per questo Natale ha regalato a ciascuna delle sue deputate un anello da 1.400€ invece agli ometti IPad da 800€.
Questo è un uomo!
Generoso, allegro, spiritoso e cordiale.
I votonti sono addirittura commossi di tanta generosità non sapendo ovviamente che Silvio ha usato soldi del partito (provenienti dai finanziamenti pubblici cioè di tutti noi) per fare i regalini Natalizi. Naturalmente nessuno ci crede....immagino i commenti: “ma possibile che uno così ricco usi soldi pubblici per fare i cazzi suoi?” Ebbene la risposta è si, li usa eccome. Come ha usato il suo potere da quando è sceso in politica per 25ntuplicare, cioè aumentare di 25 volte il capitale della sua azienda e tramite leggi personali  pagare meno tasse e auto azzerarsi le multe.
Ma che lo scrivo a fare, tanto non ci crede nessuno.
Questa sera ha aggiunto che se anche gli verrà riconosciuto incostituzionale “il legittimo impedimento” (altra trovata tutta sua per evitare i processi) comunque continuerà a fare ciò che vuole senza rendere conto a nessuno. Anzi addirittura scenderà in piazza (la notizia ha provocato una rapidissima impennata della domanda di statuette) per denunciare i “Giudici che lo perseguitano”. Insomma, di andare ai processi che lo riguardano, nemmeno un accenno.
Ed io che speravo, almeno per questo Natale, di vedere Silvio con i braccialetti ai polsi. Macchè.
Ma che lo scrivo a fare, tanto non ci crede nessuno.
Mi spiace solo che la ministrona Prestigiacomo a quanto pare non abbia gradito l’anellino tanto da annunciare le dimissioni. Esagerata!
Ma voi pensate che si dimetta?...ma no dai…non scherziamo, figuriamoci se la ministrona rinuncia alla sua poltronazza per una bega politica.
Minaccia dimissioni solo per ricordare a noi ma soprattutto a se stessa di essere un ministro.
Domani la Presti rientrerà nei ranghi, Silvio aggiusterà tutto, come ha fatto con Mara, l’altra sua dipendente....che in realtà dovrebbero essere le nostre.

martedì 21 dicembre 2010

La Vergine a mezzogiorno

E’ mezzogiorno. Vedo la chiesa aperta. Bisogna entrare.
Madre di Gesù Cristo, non vengo a pregare.

Non ho niente da offrire e niente da domandare.
Io vengo soltanto, madre, per guardarvi.

Guardarvi, piangere di felicità, dire questo,
che io sono vostro figlio e che voi siete là.

Solo per un momento mentre tutto è quiete
Mezzogiorno! Essere con voi, Maria, in questo luogo dove voi siete.

Non dire nulla, guardare il vostro viso,
lasciar cantare il cuore nella sua propria lingua.

Non dire nulla, ma soltanto cantare perché si ha il cuore troppo pieno
come il merlo che segue la sua idea nelle proprie strofette sonore

Perché voi siete bella, perché voi siete Immacolata,
la donna nella grazia infine restituita,

la creatura nella sua gioia e nella sua fioritura finale
tale come è nata da Dio nel mattino, dal suo splendore originale.

Intatta ineffabilmente perché voi siete la madre di Gesù Cristo,
che è la verità nelle vostre braccia, e la sola speranza e il solo frutto,

perché voi siete la donna, l’Eden dell’antica tenerezza dimenticata,
il cui sguardo scova il cuore all’improvviso e fa sgorgare le lacrime accumulate,

perché voi mi avete salvato, perché voi avete salvato la Francia,
perché anche lei, come me, per voi fu quella cosa a cui si pensa,

perché nell’ora in cui tutto cedeva, è allora che voi siete intervenuta,
perché voi avete salvato la Francia una volta di più,

perché è Mezzogiorno, perché siamo in questo giorno d’oggi,
perché voi siete là per sempre, semplicemente perché voi siete Maria, semplicemente perché voi esistete,
madre di Gesù Cristo, grazie per come siete.


Paul Claudel

CORRUPTIO OPTIMI PESSIMA

La chiesa sempre  ultima, dopo aver osteggiato e combattuto  la nascita dello stato laico democratico, la modernizzazione,  si è infine sempre allineata, prostrata ai piedi dei potenti temporali coi quali ha governato, concordato, pattuito e condiviso l’azione di governo talvolta ingiusto e tiranno.
Vendendo il proprio silenzio ha ottenuto l’indipendenza dello stato vaticano, la tutela della libertà di culto in esclusiva, a scapito di altre professioni che invece sono state perseguitate e ghettizzate.
Ha ottenuto inoltre, vendendo il proprio silenzio, di avere scuole di culto cattoliche finanziate dallo stato e non paga, persino di imporre la propria religione nelle scuole Statali. Una vera coercizione alla pratica di culto che nulla ha che vedere con l’amorevole opera di evangelizzazione professata dal vangelo. Questi sono alcuni dei privilegi ottenuti nella stipula dei patti Lateranensi stretti con il regime fascista dell’indimenticabile Benito Mussolini.
Mai la chiesa cattolica ha sostenuto o difeso la società civile laica e democratica ma solo i cattolici purchè allineati con la vigente ideologia politica.
Mai il Papa farà un appello al rispetto della Costituzione Italiana, manco la nomina, non esiste per lui.
Mai la Chiesa ha saputo risvegliare le coscienze né denunciare apertamente(eccetto rarissime eccezioni): la corruzione, il malaffare, ma solo talvolta bisbigliare, sussurrare le ingiustizie perpetrate ad opera dei governanti, e prontamente tacere davanti a offerte di nuove garanzie di sussistenza in cambio di eterno silenzio.
La banca vaticana sotto la diretta responsabilità del Papa attuale e di quelli che l’hanno preceduto non adempie, ancora oggi, al basilare dovere etico di trasparenza, onestà e giustizia di allinearsi alla vigente normativa Europea sottoscrivendo la propria adesione alle leggi antiriciclaggio che già annoverano l’adesione di tutte le banche private Europee.
Nonostante il vaticano fu forziere custode, con la complicità di alti prelati, di ingenti somme di capitale mafioso, continua a mantenere la propria impunità nascondendo ancora oggi l’origine e la destinazione di soldi a dir poco “sporchi” che (abbiamo il diritto di pensarlo fino a prova contraria) transitando nelle proprie casse si ripuliscono.
La chiesa quindi, non aderendo alla normativa anti riciclaggio, ricicla fino a prova contraria denaro sporco.
Ebbene questa chiesa mimetizzata ma non appartenente al nostro stato, ottiene nella nostra nazione privilegi che in nessuna altra parte del mondo le sono concessi.
Come se non bastasse, consente ai suoi maggiori esponenti  di frequentare pubblicamente puttanieri, corrotti e blasfemi, sedendo alla mensa del Papi, non del "Padre", fingendosi ignari che per questo politico "rubi" non è il presente indicativo del verbo "rubare" ma il nome di una prostituta minorenne.
Avrei voluto tanto, serenamente, avere una carta in più da giocare nella vita, quella della speranza, della resurrezione dell’anima ma nessuno dei praticanti cattolici è mai riuscito a portarmi sulla “retta via”, anzi, sempre pronti a farmi sentire peccatore salvo offrirmi, in cambio di qualcos’altro, la piena assoluzione e il “segreto silenzio del confessionale”.
Non cambieranno mai.

domenica 19 dicembre 2010

CARO BABBO NATALE

Scrivo e te perché ormai sei diventato più famoso di Gesù bambino.
Da quando ti conosco sei cambiato parecchio nella mia fantasia, prima di bambino, poi adolescente e infine adulto.
Da bambino mi descrivevano quanto tu fossi buono ma solo con i buoni (portando loro doni) e meno tenero con i cattivi (a questi carbone).
Beh, non mi pareva fosse così dura da sopportare una dose di carbone come punizione, al contrario di Gesù che ai cattivi non risparmiava l’inferno mentre ai buoni riservava il paradiso.....ma solo dopo essere come minimo morti.
Nella mia testa di bambino quindi, tu eri senz'altro il favorito. Meno crudele e più generoso di Gesù.
Così alla sera, nei giorni che precedevano il Natale, andavo a letto e rivolgendoti le mie preghiere tentavo di ruffianarti  per ottenere il regalo senza fare troppi sacrifici. In caso avessi fallito mi restava comunque la curiosità di vedere finalmente il carbone che non conoscevo.
Pensa, ti pregavo come un Gesù anche se non lo eri. Ti raccomandavo persino la salute dei miei famigliari tanto ti tenevo in considerazione!
Da adolescente scoprii invece che tu fosti un testimonial della coca cola negli anni trenta che mutuandoti da una leggenda dei paesi nordici ti raffigurò come sei ora: bello, grasso, simpatico e rubicondo.
Oggi da adulto non ti credo più, nonostante ve ne siano molti che credono ancora a te, a tua sorella la befana...e pensa, persino a Berlusconi.

FIGLI DELLO STESSO ABORTO

I Poliziotti che la scorsa settimana fronteggiavano gli studenti nelle piazze di Roma, sono gli stessi che poco tempo fa hanno manifestato nelle medesime piazze contro la stessa politica economica  di tagli indiscriminati messa in atto dal governo Berlusconi.
Mentre il leader massimo festeggiava la fiducia ottenuta grazie al cambio di casacca di pochi fetenti analfabeti, i ragazzi intanto nelle piazze se le davano di santa ragione. Quando dico ragazzi intendo i poliziotti e gli studenti, destinatari della stessa violenza sorda e indiscriminata perpetrata dal governo dei corrotti con una politica economica a danno esclusivo dello stato sociale, della sicurezza e della cultura.
Le immagini mi hanno sconvolto, le grasse risate provenienti dal parlamento dei vecchi stridevano con scene di dolore e rabbia delle nuove generazioni chiuse, tagliate fuori da ogni discussione o confronto.
Nessun leghista o esponente del Pdl si è affacciato fuori dalla camera per mettere fine alla guerra tra poveri. Ma anche se lo avessero fatto che cosa mai avrebbero potuto dire? Vuoti, senza principi ne idee, nessun senso etico ne estetico, capaci solo di farfugliare delle loro poltrone o al massimo dei cazzi loro o delle loro vicendevoli raccomandazioni.
Nella prossima discussione della riforma Gelmini  estenderanno la zona rossa fino al Po ma prima arresteranno preventivamente tutti gli studenti. Manco al duce venivano in testa queste cretinate.
La distanza tra la politica e la società civile è ormai incolmabile, la classe dirigente si esprime solo attraverso i giornali e le tv sfuggendo ad ogni tipo di confronto dialettico. Si limitano a mandare in piazza i ragazzi della sicurezza per fronteggiare i ragazzi della scuola, e quando i ragazzi della sicurezza ammazzeranno un ragazzo della scuola, i ragazzi della scuola si vendicheranno. E’ già accaduto, i politici lo sanno ma fingono di nulla anzi, questo è il loro scopo. Aumentare la tensione e spostare l’attenzione altrove.
La Chiesa sta a guardare.
Bossi e Berlusconi per interesse personale e cultura fascista stanno disintegrando il nostro paese, dando spazio ai Marchionne, ai sindacalisti pro industria come Bonanni e l’altro..non ricordo nemmeno il suo nome, solo la faccia da bamboccione che si è fatta la popò nei calzoni…ah si, Angeletti.
A proposito di “bamboccioni” è morto Padoa Schioppa.
Ieri sera dopo aver visitato gratuitamente e in forma privata la cappella Sistina, gentilmente aperta a bella posta dal Vaticano, si è spento poco dopo durante una festa.
L’ingresso alla cappella Sistina non è gratuito, per lui si. Ma è morto lo stesso. Non so cosa abbia combinato il Padoa nella sua vita, i telegiornali non hanno riferito nulla di particolare...ma ne parlano. Di lui ricordo solo che appellò come “bamboccioni” i ragazzi Italiani che attardandosi a lasciare le case paterne, preferivano farsi mantenere dai genitori anziché (come ha fatto lui quando era vivo ) andarsene a studiare all’estero.
Evidentemente il Padoa non aveva capito un granchè della situazione dei giovani in Italia, ma non fa nulla, ora non c’è più, che riposi in pace. Una prece.

lunedì 13 dicembre 2010

ITALIOTI

Ho visto nei servizi dei Tg un Silvio Berlusconi, sorridente, rilassato, più beffardo del solito.
Domani, 14 Dicembre, è stato pronosticato come il giorno decisivo per Silvio Berlusconi, ma lui ha già vinto.
Domani la Corte Costituzionale avrebbe dovuto decidere per la costituzionalità, ovvero se fosse lecito Il “legittimo impedimento”. Cioè la facoltà per il presidente del consiglio (legge inventata da Berlusconi) di avvalersi di impegni istituzionali per disertare le udienze nei molteplici processi a suo carico.
Ebbene la corte Costituzionale, cioè il massimo organo di garanzia esistente nel nostro paese ha decretato lo slittamento di questa importantissima decisione a Gennaio.
Perché un comune cittadino se paga in ritardo una semplice multa viene sanzionato ed invece quello che dovrebbe rappresentarci, Silvio Berlusconi, può ottenere queste ( a dir poco) agevolazioni?
Aristotele diceva che “nella giustizia sono comprese tutte le virtù”. Nell’etica berlusconiana e dei suoi tirapiedi, solo i vizi.
La corte costituzionale Italiana  venendo meno al dovere di decidere una questione così delicata o semplicemente procastinandola è venuta meno all’esercizio doveroso e virtuoso di applicare norme che nell’ambito costituzionale sono sacre. La corte costituzionale piegata al volere di quest’uomo non può che significare una cosa: la nostra nazione sta salutando una nuova era di tirannia.
Domani, l’uomo che ha piegato la corte costituzionale Italiana, che ha zittito il presidente della Repubblica Italiana, ha dato un prezzo alla dignità dei politici incostituzionalmente eletti, l’uomo che ha saputo parlare alle pance di elettori cerebralmente morti, otterrà la fiducia a governare in piena solitudine con la lega dando vita all’inizio della fine del nostro beneamato paese a maggioranza elettorale fascista.
Quello che accadde 80 anni fa si ripeterà. Domani sarà l’inizio del governo Berlusconi non certo la fine.
Sono felice per questa Italia fatta perlopiù da cervelli letargici.
Sono felice e ne spiego il motivo. 
Da quasi un ventennio gli uomini di Berlusconi diffondono gramigna sul terreno, battono con parole corrotte la terra, indurendola. Hanno costruito strade sulle quali far correre veloci le loro menzogne.
Siamo sepolti vivi, percepiamo con i sensi il pericolo ma siamo incapaci di denunciarlo.
Solo quando toccheremo davvero il fondo e ci accorgeremo a quale profondità ci troviamo tenteremo una risalita ma non sarà la ragione a farci reagire, solo l’istinto a restare vivi.
Intanto i politici impuniti e corrotti credendo sepolte le nostre menti usciranno allo scoperto certi del dominio, ma soprattutto dell’impunità.
Frequenteranno alla luce del  sole le loro puttane, ruberanno senza vergogna, esibiranno il loro potere le loro risate sguaiate fatte di denti d’oro al sole.
Senza tema ne vergogna  esigeranno l’obbedienza.
Non avranno più bisogno di incantarci parlando ai nostri vizi ignorando le virtù.
Si esporranno e noi li vedremo, li conteremo, li riconosceremo e al momento della risalita li distruggeremo estirpandoli come erbacce malate e bonificando i campi dove sono cresciuti. Dissoderemo la terra dura che ci seppelliva e rivoltando le zolle ridaremo luce alla ragione.
Piano, molto lentamente si formeranno nuove coscienze, un’intera generazione morendo  lascerà spazio alla nuova, quella fatta da cittadini del mondo e non di semplici Italioti.
L'Italia come fu un  tempo: Illuminata, forte e coraggiosa non comincerà domani.

sabato 11 dicembre 2010

COMUNISTI

Più volte, ripetutamente Silvio Berlusconi ha usato la parola “comunista” come offesa contro chiunque non la pensasse come lui.
“Comunisti intolleranti , Comunisti invidiosi, illiberali!”, a volte semplicemente Comunisti e basta. Mai ha associato il termine alla parola “corrotti” perché sa di avere a carico un processo (tra i tanti), sospeso grazie ad una delle sue leggi, dove è stato accusato di aver corrotto l’avvocato Inglese Mills che a sua volta è stato condannato per essere stato corrotto da Berlusconi Silvio.
Mai neppure ha associato il termine Comunista a: "puttaniere, pedofilo" o più semplicemente, come usavano anni fa i Democristiani: “Comunisti amici dei Russi”.
Sia ben chiaro che Berlusconi conosce bene questa terminologia da rissa politica ma non la usa, altrimenti per deduzione logica egli stesso potrebbe essere ritenuto Comunista. Infatti, pur non condividendo le loro idee, non mi risulta che i Comunisti: Dalema, Fassino, Bersani, Veltroni e via discorrendo, siano corruttori, puttanieri o frequentino il leader Russo Putin.
Berlusconi si e lo dice.
Nonostante tutto, i votonti di questo signore ripetono come un mantra idiota le stesse parole del capo identificando senza nessun fondamento nei Comunisti la fonte dei loro guai.
Nemmeno si rendono conto che Berlusconi governa quasi ininterrottamente da 15 anni e manco si accorgono che Silvio fino ad oggi, nonostante governi, addossa le colpe dello sfascio dell'Italia ai Comunisti che peraltro non esistono più da quasi 20 anni.
Come Vanna Marchi insegna: un’affermazione falsa diventa vera se ripetuta. Berlusconi parla, ripete e i votonti abboccano ma non solo loro, ci cascano anche gli avversari politici che continuano a modificare nomi dei partiti, i simboli e rivendicano nuove posizioni ma sempre più lontane dalla sinistra e più “accentrate al centro”, insomma più sul “neutro” per evitare la demonizzazione o peggio essere confusi per “Comunisti”, non sia mai!  
Personalmente credo “l’accentramento” tradisca piuttosto una povertà di idee e coraggio, un modo come un altro per non decidere ma comunque contare qualcosa, almeno numericamente.
Ed ecco che anche nell’uso comune, la parola Comunista viene perlopiù usata per insultare. Ha cessato quindi di rappresentare un’ideologia giusta o sbagliata che fosse per diventare quasi bestemmia.
A proposito di bestemmia la demonizzazione del Comunismo è naturalmente ben vista dalla Chiesa, alla quale il governo Italiano (nei paesi stranieri la Chiesa non ha nessun peso politico) deve rendere conto.
Far diventare nell’immaginario collettivo la parola “Comunista” sinonimo di cattiveria e odio, è soprattutto un "dono" fatto alla Chiesa Cattolica che  apprezzando ha contraccambiato il favore a Berlusconi  soprassedendo con indulgenza ai suoi peccati: divorzio, puttane, abuso di minorenni(reato comune anche ai preti questo, quindi eccezionalmente Comunista) , bestemmie corruzione..ecc...tutti peccatucci che i SuperPreti (che oggi baciano le pantofole al nano in attesa di fargli anche la lavanda dei piedi) non avrebbero mai perdonato a nessun altro, ma a Berlusconi e Mussolini si.
Intanto la fede, una grande risorsa di speranza per l’umanità, messa a dura prova, ne ha fatto le spese, ma questi sono fatti dei fedeli.

Credo invece il Comunismo sia l’unica ideologia politica che abbia davvero contribuito allo sviluppo della società e alla tutela del diritto nei paesi cosiddetti democratici.
Il Comunismo fu la prima ideologia per la conquista del diritto. E lo conquistò.
Il Comunismo è stato abusato, trasformato e violentato da dittatori e assassini (che comunisti non erano) nell’accezione peggiore del termine che oggi lo rappresenta.
Se il Comunismo fosse cresciuto in contesto politicamente etico, avrebbe senz'altro evitato i guai che oggi affliggono l'intera Europa.
Oggi i nostri “leaders” al massimo gareggiano per accentrarsi, catechizzarsi, risultare simpatici esprimendo ideologie come: “amore”, “felicità”, veri lampi di guerra.
Nessuno ha più il coraggio di stare a destra o sinistra, ma solo centro-destra o centro-sinistra. Non hanno il coraggio delle loro idee, ma forse solo perché non ne hanno.
Questa classe politica ha trasformato lo stato di diritto in rovescio. Oggi nonostante il nano sia politicamente moribondo persino gli oppositori si prodigano nell’accanimento terapeutico per farlo resuscitare poiché nonostante tutto, è rimasto l’unico ad avere ancora il coraggio di mostrarsi per quello che è: fascista.

mercoledì 8 dicembre 2010

COLOSSEO DEI MIEI STIVALI

Quando ci si sciacqua la bocca facendo prendere aria ai denti parlando di “laicismo dello stato”, io intendo che lo stato “laico” debba operare senza tenere in considerazione: dogmi, leggi o norme che regolano altri apparati o organizzazioni private e che quindi statali non sono. Organizzazioni che per esempio non si occupano dei cittadini, non hanno il dovere di garantire i loro diritti, nemmeno di aiutarli quando sono in difficoltà, non hanno l’obbligo insomma  di dover badare al quotidiano né tantomeno al futuro delle persone.
Quindi uno stato laico secolarizzato  deve operare unicamente nel rispetto della carta costituzionale e delle leggi che a questa si ispirano, riportate nel codice penale e civile. Quello etico non è scritto ma implicito.

Lo stato non dovrebbe avere nulla a che fare con la Chiesa per esempio e nemmeno con le aziende private.
Faccio un esempio:
Il  vaticano per sponsorizzare il marchio Tim ha installato in piazza San Pietro una mega video di diverse decine di metri quadrati per consentire ad ogni fedele di vedere da vicino il faccino luciferino del Papa.
E’ vergognoso e immorale ma la chiesa può fare quello che vuole ovviamente e sfruttare la praticità dello schermo offrendo in cambio visibilità alla Tim. Tuttavia Papa benedetto dovrebbe tenere anche conto dell’effetto che provoca sui fedeli quel marchio commerciale associato al suo faccione durante i predicozzi.
Personalmente ascoltando l’omelia e guardando il papa nel megascreen non ho potuto fare a meno di fissare per oltre 30 minuti il marchio che campeggiava come una firma sotto la sua faccia.
Mi sono sentito persino blasfemo sentendomi in tasca il cellulare Vodafone. Che sia forse la Tim più vicina al signore?
Nonostante i miei dubbi ho compreso però  la causa che in questi anni ha provocato nei giovani una forte diminuzione delle vocazioni e una vorticosa impennata delle domande di assunzione presso i call center: che sia il marchio Tim esposto in piazza San Pietro?
La Chiesa comunque, essendo un’associazione privata può decidere di alimentare i propri fedeli con le mega visioni che crede, lo stato no.
Lo stato non può operare così, in totale contraddizione con se stesso.
Lo stato secondo il mio punto di vista non può per esempio consentire a un imprenditore di sponsorizzare (pagare) le spese di restauro del colosseo.
Della Valle, proprietario del marchio tod’s non può con la sua aria di serafica sufficienza permettersi di pagare le spese di restauro in cambio della visibilità del suo marchio e del suo faccione capelluto.
Non possiamo accettare di vedere un logo commerciale in nessuno dei documenti che illustrano il restauro del colosseo o peggio, immensi teli decorati dalla tod’s che lo rivestano durante i lavori. Uno stato laico dove evitare di svendere un’immagine così rappresentativa del nostro paese associandola ad un banale marchio commerciale. Che chiudano piuttosto il colosseo per inagibilità, ma non diano la possibilità a Della Valle di metterci sopra la sua firma. Il colosseo non è la Fiorentina.
E' arrivato il momento di dire basta!
Dopo Craxi, Vanna Marchi e Berlusconi, non ci faremo fare le scarpe anche dai Della Valle!

CIARLATANI

Il PDL, chiosava il Finiano Bocchino, nacque con lo scopo preciso di apportare riforme liberali al paese. Non avendo apportato un bel nulla, i Finiani hanno abbandonato la maggioranza per formare (dice lui) una vera destra che rappresenti il liberalismo e ne promuova finalmente le riforme.
Ma cos’è il liberalismo?
Nessuno ce lo spiega. Il liberalismo tuttavia dovrebbe essere un insieme di riforme che limitando il potere dello stato, salvaguardi i diritti dei cittadini incentivando la loro libera iniziativa entro le regole del diritto, del comune senso etico e responsabilità.
Mi pare la Costituzione Italiana oltre 50 anni fa, abbia articolato e sancito il liberalismo in modo chiaro, preciso e concreto, molti articoli della carta determinano regole liberaliste e aggiungerei, illuministe.
Non mi pare infatti che lo stato Italiano, prima della fondazione del PDL, vessasse il i cittadini non consentendo loro libertà di impresa, libera associazione, libertà nell’espressione della parola a mezzo bocca o stampa.
Inoltre il liberalismo dovrebbe consentire l’integrazione razziale, la libera professione della fede.
Mi pare invece di aver sentito il presidente del consilvio minacciare più volte i cittadini stessi dicendo loro di non leggere i giornali, dare del coglione a chi vota la sinistra, suggerire agli imprenditori di non fare pubblicità su alcune testate a lui non gradite (ergo farla solo sulle sue), di voler chiudere trasmissione televisive, insomma uno stato liberale dovrebbe fare esattamente il contrario di quanto un “neoliberista” come si definisce l’ultrasettantenne Berlusconi, dice e fa. Così mentre il presidente del consilvio predicava queste scempiaggini, non solo, decretava anche leggi incostituzionali e quindi illiberali per attuarle, Bocchino, Fini e tutto il cucuzzaro, con grande spirito di sevizio (non al popolo ma al premier) votavano e approvavano ogni cosa salvo poi pentirsi (forse) dopo 15 anni. Troppo tardi, troppo molli, troppo inutili. Il “nuovo” non può cominciare con questa gente vecchia e svenduta.
Il liberalismo è sancito nella nostra costituzione, quindi basta rispettare le regole imposte dalla carta, tutto il resto sono balle raccontate da chi per liberalismo intende : “trarre profitto personale ad ogni costo e in ogni modo a spese degli altri”. Insomma farsi i cavoli propri ma impedire che altri facciano altrettanto.
Limitare le intercettazioni telefoniche per esempio, viene fatto passare come una conquista di libertà per tutti, senza in nessun modo tenere conto che tutti ci sentiamo liberissimi di parlare con chi vogliamo senza temere o pensare a conseguenze penali. Forse perché parliamo con persone incensurate.
Berlusconi non si sente tranquillo invece. Quelli come lui nemmeno.
Quindi il nano, tutti coloro che lo hanno appoggiato e ancora lo sostengono, corrompendo il significato delle parole si appellano a concetti, dogmi o alti principi per nascondere il fango delle loro intenzioni e delle loro azioni.
Non abbiamo bisogno di riforme “liberaliste” poiché non abbiamo nulla da cui liberarci se non dalla corruzione della stessa classe politica che le propone.
Per questo diffido di chiunque parli di riforme liberali. Parla per se e per il suo fango. Diffido da chi ignora e omette parole come: “etica politica”, “responsabilità”, “etica civica”, e mo la sparo grossa: “onestà”.
Non sentirete mai un uomo di governo, specie di questo, anche se fosse onesto, parlare di senso etico, non potrebbe, sarebbe come insultare il nano, non si può.
I servi servono solo al servizio e non devono avere opinioni ma riportare fedelmente solo quelle del padrone.
Spero passino tutti, finalmente, un bruttissimo Natale.

sabato 4 dicembre 2010

BERLUNSKAMON

Berlusconi morì a causa di un cancro proprio tre giorni prima, massimo una settimana che il cavaliere debellasse la malattia.
Volle che il suo corpo fosse cremato ad Acerra ed entro tre giorni, massimo una settimana, le ceneri fossero raccolte in modo differenziato.
Silvio, così come venne se ne andò lasciando in eredità alla nostra nazione preziosi dogmi che tutti abbiamo il dovere di tramandare ai nostri figli:
Viva la fica abbasso i gay; Se sei una morta di fame fai la escort; Meglio minorenne che vecchia;  I giudici sono dei pazzi; Ragazzi invece di protestare per la spazzatura che vi sommerge..andate a puttane.
…e ancora:
Chi vota a sinistra è un coglione; Chi non la pensa come me è un traditore; Chi la pensa come me che cazzo pensa?;  Io sono il migliore e voi non siete un cazzo.
Il cavaliere fu trovato cadavere dal Fido-Fede, il suo cane.
La camera ardente fu allestita a piazzale Loreto e vegliata dalle prefiche: Gasparri, La Russa, Cicchitto, donna piangina Bondi e il prezioso orologio a cucù regalatogli da Pannella, Capezzone.
La salma rimase esposta per settimane senza alcun intervento conservativo a causa dei numerosi processi di imbalsamazione subiti mentre era ancora in vita. I medici garantirono infatti che poteva resistere  ben oltre quanto avesse fatto Tutankamon. Inoltre sostennero che anche da morto Silvio, avrebbe potuto persino procreare (Silvio come Eluana Englaro).
Vi fu un interminabile pellegrinaggio di donne, ragazzine sue coetanee (Silvio nonostante l’età era ancora minorenne) che sostando alcuni secondi davanti alla bara allungavano la mano per toccare il suo volto, bello nonostante il severo pallore della morte e una profonda riga che pareva lo dividesse.
Solo dopo qualche giorno il commesso delle pompe funebri si accorse che la povera salma era stata composta prona e che i lineamenti esposti erano quelli delle chiappe non le guance.
La salma fu prontamente ribaltata ma solo le escort presenti notarono la differenza aiutate dalla loro profonda conoscenza del soggetto nonchè dall’esperienza.
Per tutti gli altri un lato valeva l’altro.
Nonostante gli innumerevoli giorni di esposizione e come previsto dai medici, la salma non si decompose anzi, Silvio appariva ancora "rigido e pronto" come nella migliore tradizione Leghista, tant’è che fu necessario praticare un foro al coperchio perché si potesse chiudere la bara.
Come è facile immaginare i giornali Italiani diedero ampio spazio alla notizia (della morte non dell'eterna erezione), eccovi una sintesi di alcuni tra i titoli più significativi:
Libero: “Morì e fu sepolto”.
Il Giornale: “Aspettiamo il terzo giorno”.
Il fatto quotidiano: “Non fidatevi, bara”.