mercoledì 10 novembre 2010

LO ZEN DEL PESCATORE

È posizionato quasi alla fine della lenza ma prima dell’esca.
Il galleggiante è uno strumento semplice ma geniale che consente al pescatore la cattura dell’invisibile.
Il galleggiante tempestivamente, tramite la formazione di cerchi concentrici attorno a sé (avvicinamento della preda) o movimento sussultorio (inizio abboccamento della preda) oppure affondamento sotto il livello dell’acqua (abboccamento della preda) avvisa il pescatore dell’azione da compiere per catturare ciò che non si vede.
Subito dopo il lancio dell’esca (la cannata) il galleggiante si posiziona per qualche istante orizzontalmente sull’acqua, poi improvvisamente si erge verticalmente quando l’esca ha raggiunto la profondità predefinita.
A questo punto comincia l’attenta osservazione del galleggiante che muovendosi (nella pesca da lago per esempio) lentamente con la corrente, si confonde con l’acqua e spesso con l’intero paesaggio.  Sia beninteso che questa attenzione non è faticosa anzi, è rilassante. E’ come se l’oggetto galleggiante si mettesse in diretta comunicazione esclusivamente con il senso visivo, nessuna energia è necessaria all’osservazione. Questo, dopo breve, conduce il  pescatore in uno stato di assenza.
Se osservate un pescatore infatti, noterete la sua massima attenzione al galleggiamento dell’oggetto (parrà a voi) in realtà egli è certamente assorto in altri pensieri e mai questi sono negativi o frustranti, spesso non sono neppure pensieri.
I suoi movimenti sono sempre dolci e misurati, la postura fissa e non sofferente, nonostante perduri da tempo. Nulla tradisce l’ansia o l’aspettativa della cattura perché la preda è invisibile, spesso inesistente.
Quella che pare, del pescatore, una dedizione assoluta alla sua azione, è in realtà uno stato di assenza totale dall’azione stessa e quindi dal mondo circostante.
Il pescatore si immerge (inconsapevolmente), veicolato dall'oggetto fluttuante unico tramite di collegamento con l’ignoto, in una dimensione senza tempo nè spazio.

3 commenti:

  1. Non so nulla di pesca,per questo trovo affascinante questa pagina attraverso la quale mi pare di capire che la pesca è molto più di una passione.
    E' una filosofia di vita, un modo speciale per entrare in contatto con se stessi e con il mondo.

    Bravo a delineare,in poco più di venti righe,
    il profilo psico/fisico del pescatore e i risvolti,le implicazioni e i significati di questa antichissima attività che è la pesca.

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  2. Buon Compleanno Mr.George

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