mercoledì 20 ottobre 2010

"ABUSO"

Dopo il respiro la parola, è il primo importante atto che manifesta la presenza dell’essere vivente al mondo. Il neonato non avendo la capacità di articolarla emette un vagito ma la sostanza non cambia. A modo suo parla, comunica la sua presenza e rivendica i propri diritti.
Per questo motivo, poiché connaturata sostanzialmente all’uomo, noi tutti siamo abituati istintivamente a dare la massima importanza a questa emissione sonora salvo ricrederci a ragion veduta.
Tuttavia anche l’esperienza più negativa non riesce a far venire meno il credito che aprioristicamente diamo alle parole.
Gli animali emettono parole sotto forma di suoni, rumori, gridi per comunicare. Anzi per gli animali spesso è una questione di sopravvivenza. Uno squittìo, un barrito, un muggito, uno miagolìo e qualsiasi altro rumore emesso dalle bestie ha un senso e uno scopo ben preciso. Gli animali non emettono i loro suoni inutilmente.
Rari esseri umani hanno  persino fermato le guerre con la sola forza della parola, altri truccandola, le hanno scatenate.
La chiesa assolutizzandola l’ha resa verbo e dogma e tutte le altre parole contrarie, blasfeme.
Molti, moltissimi l’hanno impiegata per mentire, offendere, uccidere.
Vi sono uomini che sulla loro parola rinnegata hanno costruito imperi, infangato persone oneste, plagiato, rovesciato la realtà, tradito, mentito.
La parola giudica, assolve o condanna.
La parola è torto e ragione. E' sentenza.
La parola esasperata  è urlo. 
Pensata è promessa, ragionata è bellezza.
Gli animali emettono solo "suoni" coerenti alle circostanze.
Gli uomini raramente lo fanno.

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