domenica 10 ottobre 2010

MORTI ALTRI 4 IMPIEGATI

Non ho certo volontà di speculare o peggio ironizzare  sulla pelle di 4 ragazzi uccisi ma la storia dei patrioti la rifiuto.
Ritengo sia offensiva anche per le vittime e i loro famigliari.
Tutta la classe politica ha parlato di “martirio ed eroismo” dei 4 ragazzi uccisi, il Ministro degli esteri  Frattini ha dichiarato:
“L'attentato contro i militari italiani e' un altro esempio dell' altissimo costo umano che siamo costretti a pagare per una missione fondamentale per la nostra sicurezza nazionale. I terroristi che minacciano l'Europa vengono purtroppo da quelle aree di crisi e instabilita' come l'Afghanistan ed e' nostro dovere respingerli per non dare loro la possibilita' di avvicinarsi alle nostre case e alle nostre famiglie".
(la parte evidenziata  è un esempio, ammetto comico,  di terrorismo d’informazione e uso della strategia della tensione, la restante non evidenziata è barzelletta)

La guerra da sempre è un affare organizzato da poteri economici operanti nei settori delle: Armi, Petrolio, Chimica, Farmaceutica, macchinari, esplosivi e tanto altro; lo sa persino la banca vaticana (socia dell’Oto Melara, la più grande azienda Italiana produttrice di macchine belliche e armi che fino a pochi anni fa con la partecipazione di capitali cristiani, produceva inoltre, mine anti uomo).
Ai tempi dei Romani non c’erano queste voci di business ma sempre di economia si trattava.
Naturalmente anche le multinazionali per operare necessitano di uomini e quindi assumono manovalanza (i soldati) con salari che oscillano dai 4.000 ai 5.000 € mensili. (contratto a tempo indeterminato min. 4 anni).
Alla manovalanza tocca testare e impiegare le armi, consumare proiettili, fare da cavie nell’uso di nuove terapie farmacologiche o nell’impiego di chimica bellica, impedire alle popolazioni sovrane nei loro territori di opporsi alla loro presenza.
Ma i Talebani o altri non ci stanno a fare da cavie, nessuno li paga per questo e allora reagiscono e si difendono.
Il resto sono tutte cazzate.
I ragazzi che si arruolano volontari nell’esercito Italiano dapprima fanno un contratto per 1 anno (tirocinio a 800,00€ mensili, 850 per gli alpini) poi, se vogliono accedere al salario 5 volte maggiore firmano per altri 4 anni.

Io immagino con sofferenza questi ragazzi nel periodo quando maturarono la decisione di arruolarsi e chiedo alle loro famiglie:
Come motivarono i vostri figli, quelli che oggi piangete, la loro decisione di arruolarsi?
Vi parlarono di valori patriottici?
Vi parlarono dell’imminente pericolo Talebano dietro la vostra porta di casa? (come sostiene ignobilmente il Ministro della difesa?)
Vi parlarono dell’Italia o dell’ onore?
Penso invece che i vostri bravi ragazzi vi prospettarono questa scelta come l’unica possibilità che sentivano avere per sostenere la loro famiglia, costruirsi un futuro più dignitoso.
Di questo parlaste.
A questo vi opponeste ne sono certo.
Alle vostre perplessità e preoccupazioni loro replicarono che i rischi di morte erano inferiori alle ben più frequenti morti bianche che accadono durante il sottopagato lavoro tradizionale.
Non chiamiamoli patrioti né eroi, indurremmo altri a commettere lo stesso errore.
Erano bravi ragazzi.


La maggior parte dei militari proviene dalle regioni italiane guarda caso più depresse. Per molti giovani  questa è l’unica possibilità per fare soldi in poco tempo.
Ripeto, il resto sono cazzate.
Invocare il ritiro delle truppe Italiane dall’Afghanistan è giusto ma non è la soluzione del problema. Altri conflitti saranno scatenati altrove.
Il ministro La Russa ha detto che entro il 2011 ci ritireremo dall’Afghanistan, ma non sarà così.
Resteremo  come tutti gli altri in Afghanistan per vendicare i morti che verranno e quindi per vendicare i vendicatori che a loro volta saranno uccisi.
Lasceremo quella terra solo quando un altro stato di morti di fame ci fornirà l’alibi (magari tramite un provvidenziale attentato) per occuparlo.
La manovalanza è garantita dalla costante disoccupazione imperante e dal famelico egoismo del potere economico.

Nessun commento:

Posta un commento