mercoledì 27 ottobre 2010

LA PRINCIPESSA DEL PISELLO

Introdotto con sapienza dalla morbosa Sciarelli, è andato in onda il cartone animato su Sarah Scazzi.
La redazione, data la penuria di documenti filmati ormai triti e ritriti, ha optato per la messa in onda della storia in fumetto (ci avviciniamo pericolosamente al gadget).
Il fumetto infatti offre ampi margini di elaborazioni delle immagini, consente l’enfasi degli aspetti più peccaminosi dei personaggi, Sarah compresa (le immagini di repertorio di questa ragazzina infatti, sono piuttosto scialbe).
Sarah nel documento animato è completamente rifatta, appare come una ragazzina provocante, degna delle ambigue eroine trasmesse nei peggiori cartoni animati Giapponesi.
Il suo volto il lacrime è vissuto,  i capelli sempre mossi, il corpo enfatizzato nelle curve e più adulto.
La voce cantilenante e stucchevole dell’inviato di Chi l’ha visto ha commentato con frasi altrettanto morbose e ambigue: “Sarah…dal corpo di ragazzina che si stava trasformando in donna”…e ha continuato insinuando l’azione e la pressione erotica che la ragazzina esercitava sul maschione della compagnia, Ivano, suscitando le ire della cugina racchia e grassa.
Il caso Scazzi viene servito sapientemente a spezzoni, durante la trasmissione, par attrarre ad ogni fascia oraria i guardoni più appassionati.
Citata nel cartone animato anche la madre di Sarah che secondo la versione della voce fessa di chi l’ha visto, avrebbe detto sul conto della figlia: “si venderebbe per quattro coccole”, insinuando durante il commento che in fin dei conti questa Sarah, sfruttando il suo corpo "in trasformazione", si guadagnava le attenzioni e le coccole del maschio dominate del gruppo, ingelosendo le altre donne della compagnia.
La stessa compagnia è stata fatta passare per un accozzaglia di ragazzi che si gestiva a mo’ di branco eleggendo periodicamente la femmina più emergente e disponibile.
Sarah Scazzi ancora calda, offesa e vilipesa.
Introdotta sua malgrado in un macabro cartone animato che, nonostante la sua giovane età, non avrebbe certamente apprezzato.

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