sabato 18 settembre 2010

SE IO FOSSI TERRORISTA

E dovessi pianificare attentati, non me ne starei in Afghanistan dove il paese pullula di militari.
E voi?
Certamente andrei in altri paesi dove le comunicazioni sono più facili, dove potrei trovare più occasioni di contatto con i miei finanziatori o i miei complici.
E voi?
Non starei dentro una grotta nel cuore di una montagna di una landa sperduta e per giunta piena di militari provenienti da tutto il globo che controllano tramite avanzatissimi sistemi satellitari ogni scorreggia fatta sul territorio.
E voi?
Quindi se io fossi un terrorista, anche cretino, me ne andrei.
E voi?
Invece no.
La televisione e i giornali ci raccontano tutti i giorni che i terroristi  sono tutti lì, che attaccano a colpi di sassi i carri armati e certamente preparano gravissimi attentati dinamitardi.
Mai una volta ci raccontano che cittadini Afghani sono invasi da militari armati fino ai denti e vivono con un certo fastidio questa invasione.
Non so se anche a voi è capitato di sentir dire da vostro nonno che ai tempi della seconda guerra mondiale i Tedeschi in Italia non li aveva invitati nessuno ma piuttosto erano visti come “invasori”. Insomma,  rompevano davvero le scatole.
Sempre i vostri nonni vi hanno mai parlato che gli Italiani più incazzati si unirono in piccoli gruppi per tentare di reagire allo strapotere, agli abusi dell’invasore?
Si?...allora avete già sentito parlare di partigiani.
Ecco, si chiamano partigiani, non terroristi.
Quelli che difendono il proprio territorio da una invasione e non lo fanno in nome del loro governo (perchè in mano all’invasore) si chiamano partigiani. Proprio come i nostri vecchi Italiani.

Credo in Afghanistan non vi siano più terroristi (semmai ce ne fossero stati) ma solo cittadini Afghani  che si difendono come possono da numerosissimi militari armati e ben equipaggiati.
Militari che sparano e uccidono gente disarmata, per errore o per calcolo.
Ogni tanto i cittadini Afghani non potendone più reagiscono come possono ma  senza carri blindati né elicotteri neppure  armi sofisticate.
Si difendono, e ogni cento dei loro uccisi, forse ne ammazzano uno dei nostri.
Dobbiamo stare più attenti e scoraggiare i nostri ragazzi dall'arruolarsi in queste missioni di occupazione.
Lo stipendio è buono ma si rischia la vita.

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