martedì 21 settembre 2010

CRISTIANCASSA

I.O.R. : Istituto per le opere religiose è un banca privata di proprietà del vaticano.
Il consiglio di amministrazione è composto  da cardinali che riportano le informazioni direttamente ai Papi.
Questa banca privata appartenendo ad uno stato estero, appunto il vaticano, è soggetta a regole di etica e trasparenza economica, naturalmente volontarie essendo privata.
Per esempio la normativa anti riciclaggio è stata sottoscritta dalla stragrande maggioranza delle banche private ma non dallo IOR e da altre banche residenti nei paradisi fiscali.
Inoltre la banca dello IOR non risponde neppure alle rogatorie internazionali, ovvero alle richieste di stati o polizie straniere che chiedono ragione e trasparenza di capitali depositati nella banca e provenienti da attività illecite come: narcotraffico, mafia, prostituzione e altre attività illegali.
Lo IOR sin’ora si è sempre opposto rifiutando di riferire informazioni.
Lo IOR da molto tempo dichiara di volersi adeguare alle normative internazionali ma ad oggi nulla di fatto.
Lo IOR si rese già famoso una ventina di anni fa quando i magistrati scoprirono che tramite la banca Vaticana la mafia provvedeva a ripulire ingenti capitali di provenienza naturalmente illecita.
Saltando a piè pari ad oggi, la magistratura ha sequestrato 20 milioni di euro di provenienza illecita e messo sotto indagine l’attuale presidente della banca: Ettore Gotti tedeschi (decidete voi quale sia il nome e quale il cognome)
Per tutta risposta lo IOR ha dichiarato di “confidare nella giustizia” offrendo agli inquirenti la massima collaborazione.
Naturalmente i cardinali e tutto il consiglio mentono poiché se fosse vera la loro disponibilità a dare spazio alla giustizia avrebbero da tempo sottoscritto le normative anti riciclaggio internazionali o lo farebbero in questi giorni, basta una firma.
Fanno invece (come da una ventina di secoli a questa parte) buon viso a cattivo gioco, predicando il bene e praticando il contrario.
Proprio come i piccoli parroci di Pontoglio dicono tutto e il contrario di tutto; provengono tutti dalla stessa scuola.
L’ipocrisia.
Per mettere in luce l’ipocrisia della cristiancasta o cristiancassa tuttavia non c’è bisogno di addentrarsi troppo nelle normative internazionali del “diritto” e del rovescio, basta guardarsi intorno, ciascuno nel proprio ambito per verificare che:
Molto probabilmente il nostro parroco vive in un’abitazione dall’apparenza umile ma nelle realtà costosa a causa della grande superficie, della posizione e degli arredi interni.
Il nostro parroco non ci parlerà mai delle contraddizioni della chiesa (vedi IOR). Non affronterà mai con chiarezza e umiltà lo scandalo della pedofilia. Per il nostro parroco la pedofilia non esiste.
Qualcuno dirà che il Papa ha ammesso e chiesto scusa….si, vero ma solo per le colpe commesse da altri non per le sue.
Il nostro Papa ha emesso in passato e fatto distribuire,  circolari (firmate di suo pugno) presso tutte le curie “sensibili” nel mondo, elencando una serie di norme “etiche” e comportamentali da tenere in caso si venisse accusati del reato di pedofilia (dunque il problema gli era noto).
Nell’estrema sintesi Ratzinger (all’epoca capo della dottrina della fede) consigliava gli eventuali religiosi accusati, di convincere i delatori o direttamente le vittime della violenza a non divulgare notizie né alla magistratura e neppure alla propria famiglia.
Mi torna alla mente un cartello all’ingresso della basilica di San Marco a Venezia che ammoniva i fedeli (turisti) che l’accesso non era consentito a coloro indossassero abiti corti o sbracciati. Molte donne hanno ancora il pudore di indossare un foulard nero prima di entrare in una chiesa; pare invece invece alcuni "pastori" lo usino impropriamente per celarsi il volto legandolo dietro la nuca.
Mi appello all'unico comandamento che rispetto: il 7°.
(5° ovviamente incluso)
(Per maggiori informazioni: "VATICANO S.P.A. autore Gianluigi Nuzzi.)

Nessun commento:

Posta un commento